Sforza-Italia


h1 Giovedì, 2 Marzo 2006 16:56

E’ di ieri la “notizia” della conferma da parte dell’Istat che l’Italia è in recessione economica, casomai ci fosse ancora qualcuno che non se ne fosse accorto. Così, casualmente, mi sono ritrovato a leggere il programma del capo unico […] SILVIO BERLUSCONI nato a Milano il 29 settembre 1936. Lì, in mezzo a un ammasso di banalità e promesse farlocche da bassa propaganda elettorale, c’è però un paragrafo che salta subito all’occhio, cioè questo: «Ora che il peggio è alle nostre spalle governando abbiamo garantito:

  • la tenuta sociale del Paese. […] nonostante la congiuntura economica internazionale, abbiamo creato 1,5 milioni di posti di lavoro;
  • la tenuta dei conti pubblici. L’Europa ha appena certificato che i nostri conti pubblici non sono affatto “allo sfascio”, come la sinistra diceva e sperava. Non solo, ma nonostante tutto siamo riusciti ad abbassare la pressione fiscale;
  • la tenuta dell’economia, ora finalmente in ripresa con un buon tasso di crescita coerente con la nostra posizione in Europa.»

Ora, come anche il Giornale certifica (eppoi hanno ancora il coraggio di dire che la stampa non è tutta comunista… anche il fratello di Berlusconi ci si mette, adesso!), è evidente che questi “signori” ci stanno proprio prendendo per il culo (se il “ministro” dell’economia è contento che l’economia vada di merda, cos’altro si potrebbe pensare?) e la realtà dei fatti è quanto di più distante ci sia rispetto alle elucubrazioni partorite dai saccenti “cervelli” forzaitalioti:

  • -102.000 posti di lavoro in un anno (peraltro, probabilmente già precari);
  • buco nei conti pubblici con un rapporto deficit/PIL al 4,1% (quando non dimentichiamolo il tetto massimo fissato dai parametri europei è il 3%), nonché aumentato peso sia delle imposte dirette (+2%) sia di quelle indirette (+ 3,3%), alla faccia del «Noi le tasse le abbiamo abbassate davvero!»;
  • PIL a crescita zero (quindi con un’inflazione al 2 e rotti percento il PIL reale diminuisce, quindi come detto trattasi tecnicamente di recessione).

E se qualcuno avesse ancora bisogno della riprova della perfetta incapacità + dilettantismo degli uomini che stanno al governo in questo momento (capaci soltanto di dare sempre la colpa ad eventi esogeni, cfr. pagg. 3-5 del suddetto programma), ecco un impietoso grafico tratto dall’Economist (i cui articolisti mangiano ovviamente anch’essi bambini a spron battuto), mostrante il fatto che l’Italia è all’ULTIMO posto nella crescita economica fra i paesi industrializzati:

Numeri devastanti

Sicuramente se anche fra un mese vincesse la sinistra (che comunque non vincerà: dopotutto siamo in Italia, no?), non ci sarebbe comunque niente di cui gioire, ma prima mandiamo a casa (o in galera?) ’sta banda (bassotti) di improvvidi incompetenti, meglio è per tutti quanti.

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