Milano mon amour
Martedì, 30 Settembre 2008
Milano, Milano,
metropoli del lavoro (e guadagno! pago e pretendo!)
e dell’egoismo sfrenato,
sai che dentro di te ci sono così tanti incivili e arroganti e furbi
che la fanno da padroni,
che il servizio militare a confronto
era un convento?
Ah, Milano,
in te il cemento brutto è dappertutto,
per non parlare dell’incuria, della sporcizia e del degrado,
dei prezzi folli per un armadio
che qua invece si chiama super-attico.
Milan l’è un grand Milan,
mi dicevano ripetutatamente
e ora immancabilmente quelli sono detenuti
in un istituto d’igiene mentale, meno male.
Milano dolceamara,
fabbrica di nebbia, di zanzare e di code,
di nasi sfondati dalla bamba pippata e riversata per strada,
città natale di dr. morte e di yuppies decaduti,
di un’infinità di speranzosi fratelli migranti disincantati dopo pochi minuti.
Milano da parcheggiare e da bere,
tutta moda e sfilate e location trendy
vorresti essere un brandy
e invece sei al più il brik del vino Ronco
(che cazz’è una location, tra l’altro?).
Guarda Milano,
paese dei culacchioni in cima al Duomo:
in fin dei conti
tu non sai quanto mi mancherai.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Ma io sì: neanche un po’.







